E se diventassimo modesti?

La parola modesto, così poco usata in questi tempi, si porta dentro il concetto di misura, di limite. Attenzione però: essere modesti non vuol dire volare basso e non vuol dire accontentarsi (Miuccia insegna).

Miuccia Prada, che di moda se ne intende, parla di “grande rivalutazione del modesto”. Lo fa nell’intervista in cui presenta “Human Brains”, il nuovo percorso di Fondazione Prada: “In un mondo collegato e veloce avremo per contrasto un grande avanzamento di ciò che è umano e semplice. Una grande rivalutazione del modesto. Nel mio lavoro sta già accadendo.” (Corriere della Sera, 9 novembre 2020)

A me piace, questa idea del modesto. Cosa succederebbe se la modestia facesse tendenza, e tutti decidessimo di essere un po’ più modesti? Nella comunicazione, per esempio.

Alcune espressioni diventerebbero polverose, antiquate: vincente, successo, eccellenza, per esempio. Un po’ come oggi “splendida cornice”, o “a 360 gradi”. Non leggeremmo più: “Ogni giorno, in tutto il mondo, lavoriamo con persone eccezionali, le tecnologie più avanzate e con le principali aziende in tutti i settori di mercato”. Magari leggeremmo: “Ogni giorno, in tutto il mondo, con le nostre migliori persone e le tecnologie più innovative aiutiamo grandi aziende di tutti i settori”. Vago e ancora un po’ esagerato, ma già meglio, no?

Oppure: “Facendo leva sulla nostra storia nella gestione delle lotterie, sulle competenze trasversali maturate negli anni e sull’approccio sempre volto all’innovazione di prodotto e alla centralità del consumatore, abbiamo intrapreso un percorso che ci porta a diversificare la nostra presenza anche nei mercati internazionali”. Più sobriamente, potrebbe essere: “Siamo presenti anche in Spagna, Marocco e Turchia, con le competenze e gli approcci sviluppati in Italia”.

Ma avere una posizione modesta non vuol dire avere obiettivi modesti. Posso gettare – come si dice – il cuore oltre l’ostacolo, pensare in grande, e allo stesso tempo guardare i limiti e rispettarli. Lo diceva già Orazio: “est modus in rebus”. Perché i limiti nelle cose ci sono. E se dentro le cose ci guardi, i limiti li vedi.
A me la moda modesta piacerebbe molto, a te?

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Marketing umanistico, comunicazione responsabile.

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