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Comunicare

senza annoiare?

Pitchmap.

Come descrivere in modo coerente e completo un’impresa o un progetto senza essere noiosi? Cosa fare per superare la classica struttura sequenziale delle brochure aziendali e rendere simultanea, e quindi veloce, la fruizione di diverse informazioni? E’ possibile avere un contenuto completo ma scalare, adattabile alle esigenze dei nostri interlocutori?

La nostra risposta all’insieme di queste domande è PitchMap. PitchMap è una rappresentazione visuale sintetica (una mappa, appunto) di un’impresa, di un’offerta commerciale, di un progetto: tutto su un unico grande foglio di carta illustrato.

Quando l’obiettivo è presentare con efficacia e bellezza e senza annoiare, è uno strumento grandioso: tiene insieme esigenze strategiche e storytelling, intercetta il punto di vista del tuo interlocutore. E’ perfetta per le presentazioni one-to-one, perché ogni volta puoi scegliere il punto di entrata e  la storyline a seconda della situazione e degli interessi di chi ti ascolta. E fornisce tutti i contenuti che servono per il sito e per la comunicazione online.

Come nasce PitchMap?

PitchMap è una rappresentazione visuale sintetica (una mappa, appunto) di un’impresa, di un’offerta commerciale, di un progetto: tutto su un unico grande foglio di carta illustrato. Quando l’obiettivo è presentare con efficacia e bellezza e senza annoiare, è uno strumento grandioso: tiene insieme esigenze strategiche e storytelling, intercetta il punto di vista del tuo interlocutore. E’ perfetta per le presentazioni one-to-one, perché ogni volta puoi scegliere il punto di entrata e  la storyline a seconda della situazione e degli interessi di chi ti ascolta. E fornisce tutti i contenuti che servono per il sito e per la comunicazione online.

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La mappa dà valore all’azienda

Sono oggetti di comunicazione belli le nostre Pitchmap, è questo già basterebbe. Ma c’è molto di più. Progettare una PitchMap impegna l’azienda cliente in un lavoro creativo e relazionale. Le nostre domande “Cosa proponete? Cosa vi rende diversi da tutti? Cosa volete che i vostri interlocutori assolutamente sappiano?” aprono conversazioni in cui visioni settoriali si confrontano e si integrano. La nostra presenza facilita i processi interni e aiuta le persone a immaginare nuove spiegazioni e descrizioni convergenti, più aperte e comunicative. Insomma, disegnando la mappa le persone dell’azienda imparano a raccontare l’offerta in modo polifonico ed efficace.

Una buona content strategy è essenziale per valorizzare il know-how e costruire contenuti utili, serve a ottimizzare il valore e l’impatto della comunicazione dell’impresa, definendo un sistema sostenibile che produca e distribuisca contenuti comprensibili, rintracciabili e disponibili.

L’informazione guida tutto

Nelle nostre mappe non c’è “lorem ipsum“, non c’è falso testo, nemmeno nelle fasi iniziali del progetto: l’informazione ha un’assoluta dominanza.  La visualizzazione non è mai a priori: ogni volta il disegno si costruisce a partire dalle informazioni, consolidate in unità di contenuto ben delimitate e sintetiche. In questo contesto, giri di parole e frasi di circostanza non trovano cittadinanza.

La logica è semplice

Lavoriamo su una macrostruttura logica semplificata: ingresso, contesto, mappa, uscita. In queste quattro aree, le diverse informazioni vengono distribuite con grande libertà, immaginando il punto di vista degli interlocutori e cercando di dare priorità di lettura alle cose più rilevanti. Qui le informazioni danno vita a una struttura grafica unica: il disegno della mappa è il cuore. Ogni mappa utilizza un diverso stile grafico: ci è successo di utilizzare geometrie, illustrazioni, icone, fotografie o integrazioni di questi elementi. In ogni caso, lo stile garantisce facilità di lettura e evidenza del flusso logico.

A2 è il formato che funziona meglio

Nel tempo abbiamo ottimizzato il format: PitchMap è un unico foglio formato A2 che, piegato, contiene tutto. La carta che preferiamo e consigliamo ai clienti è una Constellation, sufficientemente elastica da sopportare la piegatura senza esserne umiliata. La grammatura della carta viene scelta secondo le esigenze di comunicazione: più pesante se vogliamo un oggetto di comunicazione più nobile, leggera se vogliamo comunicare una maggiore sobrietà.

da Play Time di Jacques Tati 1967

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Marketing umanistico, comunicazione responsabile.

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