Comunicazione: a scuola da Piero Angela

Quando si parla di divulgazione scientifica, come non andare a scuola da Piero Angela? In questo campo è stato davvero un maestro. Ma ha qualcosa da insegnarci anche sulla comunicazione di prodotto.

A chi cerca materiali a proposito di divulgazione scientifica, Google propone Le vie della divulgazione scientifica un lungo e generoso articolo del 2009 firmato da Piero Angela. Si trova sulla Treccani online.

Angela è partito dalla tradizione britannica della divulgazione scientifica (BBC, David Attenborough), che ha ormai molti decenni di storia.  Nel frattempo, la comunicazione della scienza ha avuto una forte accelerazione negli ultimi vent'anni: sono sempre più numerosi i bandi per assegni di ricerca e finanziamenti che richiedono espressamente l'utilizzo di metodologie codificate. Piero Angela ribadisce la centralità del ruolo di un esperto di divulgazione che affianchi l'esperto di prodotto/servizio/disciplina scientifica, che solo in pochi casi è un buon comunicatore.

"Qualcuno ha detto che è tipico delle persone poco intelligenti rendere complicate le cose più semplici. È vero, ma solo in parte. Il più delle volte l’errore lo commette chi sceglie le persone sbagliate: erroneamente, infatti, si pensa che un esperto sia la miglior persona per spiegare una cosa, mentre molto spesso non lo è. Un esperto che deve spiegare come funziona un videoregistratore o qualunque altro oggetto tende a parlare una lingua che non è quella del suo interlocutore. (…) Le cose funzionano quando (raramente) capita che l’esperto sia anche un buon comunicatore, capace di mettersi dalla parte di chi riceve l’informazione, cioè il pubblico. Oppure quando questa parte, importante, della comunicazione viene delegata a un esperto in divulgazione. Si tratta di una tendenza emersa, per es., in certi musei della scienza, dove l’équipe non è più formata soltanto dallo scienziato e dall’architetto, ma si è allargata al comunicatore, che mette la sua capacità sia di linguaggio sia creativa al servizio del messaggio."

Comunicazione di prodotto

Ma andare a scuola da Piero Angela vuol dire imparare qualcosa anche a proposito della comunicazione di prodotto.

"Stranamente mentre l’economia di mercato induce le aziende a soddisfare i clienti perché continuino a sceglierle, nell’ambito della comunicazione del prodotto (egualmente importante) non si osserva lo stesso spirito competitivo."

Osservazione ancora condivisibile, se diamo uno sguardo alle imprese che vendono servizi e prodotti con un rilevante contenuto tecnologico e di innovazione. Sono molte quelle che si appiattiscono su una comunicazione senza ambizioni, rinunciando alla funzione informativa, e in alcuni casi didattica, che pure potrebbero assolvere. E così rinunciano anche a migliorare la propria posizione competitiva.

Naturalmente, qualcuno invece sta lavorando bene. Il sito generale GE da molti anni ha una comunicazione ricca, con una buona esposizione di casi studio, descrizioni di prodotto e scenari di settore. Terna, gestore del mercato elettrico italiano, ha trovato un tono di voce cordiale senza rinunciare a comunicare con una certa precisione temi e informazioni oggettivamente molto complessi per chi non è del mestiere. Anche ISPI, Istituto Studi Politica Internazionale, sul sito e soprattutto sul canale Telegram, distribuisce con continuità contenuti amichevoli, visualizzazioni ben fatte, podcast e format adeguati.

Vi vengono in mente altre buone pratiche? Certamente ce ne sono!

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Marketing umanistico, comunicazione responsabile.

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